Trilogia

 

si è raccolto rannicchiato come un bambino
nel sonno ha piume che bendano gli occhi
per quel tuo stare insensato per il tuo svanire
tra lame affilate e cocci di vetro ora
fotogramma sbiadito aura nera
certo fu mio l’errore
l’equivoco di un tempo dove ti vedevo
come qualcuno che restava.

***

cercavo una voce ma tu venivi
come un giorno scuro tra le case
perdute venivi tra rivoli
di un tempo bugiardo venivi tra le case
dove a sprazzi il sole, dove
i  gesti erano premonizioni.
Tragico falsario di lune e sogni
giocoliere del nulla.
Cerco una voce solo mia
in un inverno che fiocca neve
sui passi sul davanzale sul giardino
sulle cose che ci hanno visto andare
senza voltarci.

***

un luogo senza fantasmi senza
specchi nessun riflesso di quel che non sono.
Mi prendo il rischio
di un’ennesima alba
che torce il viso, dichiaro
il nulla del bianco, la neve.
Questo rimarrà. E l’aria trasparente.
Camminavo cancellandomi
porgevo il fianco cieco, abitavo nuvole
senza cielo, equilibrista tra vuoto e pieno.
Nessun luogo, un nulla desolato
il più difficile da dire
muffa e pareti bianche e rughe
pensavo casa ma franava
l’amore
oltre la soglia
lontano.