Archivi categoria: Viviana Nicodemo

Pier Mario Vello su Minime da una fine, CFR, 2013

Ripropongo parte dell’accuratissima e sentita disanima di Pier Mario Vello, il cui ricordo è sempre presente e caro,  a Minime da una fine,
CFR 2013.

(Il testo completo al link note critiche)                                                                                                                                                            copertinaintera (1)

 

 

 

 

 

Pier Mario Vello su “Minime da una fine”

“Minime da una fine” è una plaquette complessa e profonda per molti aspetti, del resto com’era prevedibile aspettarsi da un’autrice di così polimorfo spessore come Liliana Zinetti, il cui dettato poetico, preciso quanto essenziale, è anche implacabile e ampio nel sondare il dramma umano. Dramma che è disegnato poeticamente sia nella sua visibilità esistenziale quotidiana che nella sua cifra metafisica e assoluta. Ma procediamo con ordine. Continue reading Pier Mario Vello su Minime da una fine, CFR, 2013

Via dell’inizio, Milo De Angelis e Viviana Nicodemo

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da Via dell’inizio, 2010 – Città di Pavullo nel Frignano. A cura di Paolo Donini con fotografie di Viviana Nicodemo.

http://www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it/canali_tematici/cultura_e_tempo_libero/dell_inizio.aspx

Così ritornano e sentono
un lungo bacio senza luce, un mutismo
che non trova il battito del sangue.
Escono da quella strada
nello spavento delle strade
con un volto invisibile e uno straziato,
nessuna impronta li segnala e allora tornano
in questo bar di Affori, dove li aspetto
con un piede nel vuoto:

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Minime da una fine, CFR di Lucini, 2013

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Fotografia di Viviana Nicodemo

VI
Con un latrato il vuoto rimbalza tra le pareti. Chiudo le imposte, vado via.
Non guarderò più la pioggia da queste finestre, la neve posarsi sul prato. Per
altri fiorirà il giardino. Chiudo la porta per l’ultima volta – non ripeterò più
questo gesto – sarà un altro come l’azzurro di oggi non sarà quello di domani
svaniranno le impronte – non saremo stati. Chi perpetrò l’infamia avrà una vita
felice nessun rimorso nessuna giustizia. Non indietreggio non cado vado con il
nulla alle spalle: pronta per le stelle.

da Minime da un fine, CFR,2013

Pier Mario Vello su “Minime da una fine”

Un’accurata nota di Pier Mario Vello, che ringrazio per la costante attenzione ai miei scritti

“Minime da una fine” è una plaquette complessa e profonda per molti aspetti, del resto com’era prevedibile aspettarsi da un’autrice di così polimorfo spessore come Liliana Zinetti, il cui dettato poetico, preciso quanto essenziale, è anche implacabile e ampio nel sondare il dramma umano. Dramma che è disegnato poeticamente sia nella sua visibilità esistenziale quotidiana che nella sua cifra metafisica e assoluta. Ma procediamo con ordine.
Edito nel 2013 da CFR nella collana “Ibrida”, il testo è complesso per molti motivi. Innanzi tutto non è un testo solo poetico, perché a esso si alternano le immagini fotografiche di Viviana Nicodemo, at-trice e fotografa milanese, con alle spalle un’esperienza consolidata nelle arti performative e visive. Un testo, dunque, tutto al femminile. E già questo sarebbe di per sé molto interessante nella produzione letteraria italiana. Ma di più: la collaborazione di testo e immagini fa sì che poesia e fotografia s’intreccino con un ritmo e una coerenza assoluti, ad enfatizzare la dimensione duplice del messaggio drammatico. Immagine e lettera stanno faccia a faccia e si rinforzano reciprocamente. Sensibilità e simbolico coesistono. Così come, sul piano della poetica fondativa di Liliana Zinetti, sono in perfetta simbiosi la riflessione universale sul dramma del mondo e la percezione delle cose particolari che lo agiscono. Continue reading Pier Mario Vello su “Minime da una fine”

Incontro 3 aprile 2014

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Fotografia di Viviana Nicodemo

Liliana Zinetti – Viviana Nicodemo

Minime da una fine (edizioni CFR)

Ne parlano Anna Pezzica, Ivan Fedeli e Gianmario Lucini

Giovedì 3 aprile 2014 – ore 18,30

Officina Coviello, Via Tadino 20 – Milano

Di sera chiudono le porte
si coricano sui letti bianchi

nei letti distanti
e non c’ è luna, solo la luce
opaca dei lampioni che striscia tra le imposte
e posa maschere tragiche sui volti.