Tutti gli articoli di Liliana Zinetti

I quaderni di Malte Laurids Brigge, Rilke

Bisognerebbe saper attendere, raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. Perché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si acquistano precocemente), sono esperienze. Per scrivere un verso bisogna vedere molte città, uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si aprono al mattino. Bisogna saper ripensare a itinerari in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell’infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando portavano una gioia e non la comprendevamo (era una gioia per qualcun altro), a malattie infantili che cominciavano in modo così strano con tante profonde e grevi trasformazioni, a giorni in stanze silenziose e raccolte e a mattine sul mare, al mare sopratutto, a mari, a notti di viaggio che passavano con un alto fruscio e volavano assieme alle stelle – e ancora non è sufficiente poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si rimarginano. Ma bisogna anche essere stati accanto ad agonizzanti, bisogna essere rimasti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori intermittenti. E non basta ancora avere ricordi. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza di attendere che ritornino. Perché i ricordi in sé ancora non sono. Solo quando diventano sangue in noi, sguardo e gesto, anonimi e non più distinguibili da noi stessi, soltanto allora può accadere che in un momento eccezionale si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso.

Rainer Maria Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge

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Amina Narimi, Nel bosco senza radici, Terra d’Ulivi

Amina Narimi pseudonimo di Claudia Sogno è l’anagramma di ‘anima rimani’; pubblica sul suo blog personale e sul sito La Recherche.it che ospita sue numerose poesie. Sue pubblicazioni inoltre sono presenti sul sito “Il giardino dei poeti” e sul “Word Social Forum”. Alcuni suoi testi si trovano in una  raccolta di autori diversi pubblicata da Limina Mentis. Nel bosco senza radici è la sua opera prima edita da Terra                                                                                         d’Ulivi Edizioni 2015.

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Dove va il vento

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Serrato colloquio tra rami e arruffate stelle
rondini gridano le rotte che abbiamo mancato
smarriti in un rifiuto, un groviglio di sillabe
la potenza dell’incomprensibile.
Dove va il vento
quando si posa chiedevi
ed era solo il sonno tra i rami e le stelle.

***

Le cose che abbiamo perso mentre
cade il giorno con tonfi leggeri
l’ombra sul tavolo una chiazza
che strofino fino al grido del vento
che tormenta abeti curvi nel buio.
Eravamo a un passo dalla bellezza
il volo alto dell’aquila
ma hanno ossa fragili i sogni
tra fiori e foglie morte qualcuno ha scelto.

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