Franca Mancinelli – L’azzurro torna

Franca Mancinelli

…Franca riesce a sfumare la complessità delle vicende nei suoi versi che si snodano
e annodano con  ritorni  di fiamma, e con sentori brucianti, vene bruciate. Si sente
quando un poeta non esita a osare qualcosa di più che giorni tutti uguali, quasi
accidentalmente tradotti sulla pagina.
  Elio Grasso
 
cucchiaio nel sonno, il corpo
raccoglie la notte. Si alzano sciami
sepolti nel petto, stendono ali.
Quanti animali migrano in noi
passandoci il cuore, sostando
nella piega dell’anca, sul ramo
di una costola; quanti
vorrebbero non essere noi,
non restare impigliati tra i nostri
contorni di umani.

 

***
lasci la pelle sul lenzuolo
come una biscia al cambio di stagione
e un sacchetto di semi
per il deserto che sta arrivando
oltre le reti, le dighe
colme senza rimedio.
Dovrai seppellirti
tornare calda radice.

 

***

 

padre e madre caduti
frutti che non potevano
marcirmi attaccati
mentre nudo imparavo
a reggere il cielo
come un uccello sul dorso, lasciando
campi e case affondare.
L’azzurro torna
a coprire la terra. Trattengo
nel becco il ricordo,
il seme che sono stati.

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Pierluigi Cappello

Chi cerca la luna è chiamato al rischio di cercarla … chi la cerca è esposto alla crisi e chi è in crisi, spesso, vede molto più in là di chi non lo è … io so che chi cerca la luna è il Chisciotte sbalzato dal ronzino a mordere la polvere, so che chi la cerca, deriso, ci porge sul palmo la parte soleggiata di noi stessi.

Pierluigi Cappello

Qualcuno entrò nell’inverno

 

Qualcuno entrò nell’inverno

e non ne poté uscire, uno

attraversando il ponte dell’alba

cadde oltre i colori, chi si spezzò

visse la vita di altri, uno ininterrottamente

pianse alla luce della luna. Qualcuno

pronunciò una parola che cancellò l’inverno,

chi sentì il dolore delle cose

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dell’amore

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore. Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo. Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro.  Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini. Le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Gibran